FERMANO Mercoledì 19, il personale dell’Ufficio Polizia Amministrativa della Questura di Fermo unitamente a personale dell’Ufficio Igiene – S.I.A.O.A. dell’AST di Fermo, effettuava un controllo congiunto presso un’attività di ristorazione di Porto San Giorgio.

Da un controllo di polizia pregresso uno dei titolari era stato sorpreso a consumare stupefacenti all’interno dei servizi igienici destinati agli avventori.
Gli operatori di polizia e dell’AST notavano subito una situazione igienico sanitaria precaria, nulla rilevando stavolta circa il consumo di sostanze stupefacenti da parte del titolare, unico presente all’interno, intento nella preparazione delle vivande per la sera a venire.
Il personale dell’AST evidenziava come il locale cucina e le attrezzature si presentavano in condizioni igienico sanitarie precarie per il mancato svolgimento da parte degli operatori delle procedure ordinarie e straordinarie di pulizia e sanificazione. Presenza di sporco pregresso e residui di cibo dei giorni antecedenti erano presenti persino sulle superfici di lavoro e sul pavimento. Rilievi sono stati elevati anche sui servizi igienici ed erano presenti materiali estranei all’attività che impedivano la corretta pulizia della cucina. Anche la conservazione dei cibi nei frigoriferi non era stata correttamente gestita. L’Ufficio di Igiene pertanto ordinava la immediata sospensione dell’attività, con chiusura dell’esercizio. Solo nella serata di ieri l’AST, verificato il corretto ripristino dei locali e delle procedure di pulizia ha autorizzato la riapertura.
Sono in corso accertamenti della Questura e del Comune per la verifica requisiti soggettivi per il possesso della licenza.

A Porto Sant’Elpidio nella giornata di giovedì 20, in via Reggio Emilia, personale dell’Ufficio Volanti della Questura effettuava un controllo di tre cittadini extracomunitari a bordo di un’auto nel cuore della notte. Uno di questi, un ventisettenne di etnia nordafricana, risultava gravato da numerosi precedenti per spaccio ma anche per danneggiamenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, veniva accompagnato in Questura. Anche qui poneva in essere comportamenti autolesionisti ed aggressivi, tanto che per immobilizzarlo gli operatori dovevano ricorrere all’utilizzo del Taser. Gravato anche da due precedenti espulsioni, l’Ufficio Immigrazione predisponeva le pratiche che hanno consentito di
accompagnare lo straniero presso il CPR di Bari, dove verrà trattenuto in attesa dell’effettivo rimpatrio.

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