Cresce l’Abc Fashion Event, si punta alle 150 imprese e a buyer stranieri. La scommessa vinta di Valentino Fenni

Di Chiara Morini

FERMO L’obiettivo è portare al Fermo Forum 150 imprese espositrici dirette e la fiera Abc Fashion Event, che si svolgerà il 21 e 22 ottobre ha avuto già 125 richieste. Numeri, dati dall’ideatore e organizzatore Valentino Fenni, che sono importanti se si pensa che quella del prossimo autunno è solo la terza edizione della manifestazione dedicata ad accessori, componentistica e tecnologie per i settori della calzatura e della pelletteria. La presentazione della terza edizione, che si annuncia sempre più internazionale, s’è tenuta ieri, nella sede della Camera di Commercio.

«Ringrazio Fenni – ha commentato il sindaco di Fermo Alberto Maria Scarfini – per la possibilità data al Fermano di avere un’agenda così importante per tutto il territorio e tutte le realtà che lavorano per la propria “casa”, Fermo».

Quanto a casa, il vice presidente della Camera di Commercio delle Marche, Minichelli, ha parlato dell’Abc come un «esempio per varie realtà, perché rappresenta la tenacia di Valentino Fenni. Le imprese soffrono, il modello ibrido nel distretto è in crisi. Il “piccolo è bello” ha valore se c’è anche la grande impresa. Ciò che serve fare è rafforzare le sub-forniture. Se riusciamo ad avere rapporti con chi davvero compra i nostri prodotti, avremo un valore aggiunto».

Come fare? «La cosa migliore per pubblicizzare le nostre aziende è farle venire qui», la ricetta del capogruppo Fdi in consiglio regionale, Andrea Putzu che ha aggiunto: «Bisogna allargarsi agli espositori di altre nazioni e questo può far diventare il territorio protagonista. Ha tante eccellenze e gli si può dare risposte».

La fiera è in crescita, basti pensare che per la prima edizione nell’ottobre 2025 sono arrivate 70 aziende e 1800 visitatori, per la seconda, lo scorso mese di marzo, ne sono arrivati 120 per le aziende e 4000 per i visitatori. E come detto hanno già aderito in 125 per ottobre 2026. «Ho capito subito – ha osservato Fenni – che questo evento non era una perdita di tempo. L’atmosfera è diversa da altre fiere, la sfida è importante, il settore fa numeri che sono quelli che sono (su tutti i fatturati in calo, n.d.r.), scarpe borse e abbigliamento sono danneggiati da Shein o da altri fast fashion. Ce la mettiamo tutta per resistere, perché gli imprenditori hanno un ruolo sociale, creano lavoro». E sulle presenze straniere annuncia: «Intendiamo far arrivare tra i 40 e i 50 buyers stranieri, chiediamo alle aziende iscritte di farci arrivare nomi potenzialmente interessati». I paesi? La Francia e altri come Slovenia, Portogallo, Spagna e Polonia. E annuncia una collaborazione con Lineapelle, per la formazione.

All’inizio, forse, questa fiera è stata sottovalutata. «All’inizio nessuno ci credeva – ha commentato Eleonora Ferracuti, consigliera provinciale con delega all’Igp – ma fin da subito molti hanno chiesto di venire ed essere presenti». E non è tutto: tra le esigenze delle imprese c’è anche quella del dialogo. «C’è necessità – ha commentato Doriana Marini di Federmoda nazionale – che ci sia dialogo tra le associazioni di categoria che tutelano sia i grandi che i piccoli, dobbiamo fare filiera, integrare i marchi, così possiamo avere successo».

Con il sostegno di Camera di Commercio e Regione: «I bandi possono aiutarci a vincere. Non dobbiamo abbatterci».

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